Archive for the Produttori Category

International Human Right Award a Maria Estela del Barco, coordinatrice di Desmi A.C.

L’Associazione Tatawelo si felicita per il conferimento a Maria Estela del Barco, coordinatrice di Desmi A.C., dell’ International Human Right Award, segno che una parte di mondo riconosce tutti coloro che lottano per i diritti delle popolazioni indigene e la giustizia sociale.

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Tatawelo su Altreconomia

La nostra Vicepresidente, insieme alla Coordinatrice Generale del DESMI, durante il “seminario di formazione” di inizio aprile 2014, nella sede di Altreconomia a Milano. Incontro da cui è scaturito l’articolo di pag. 51 del N. 160 (maggio 2014) della rivista omonima.

articolo

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pagina 51

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sostenibile.com parla di noi

Sostenibile.com (creato nella sua versione beta a maggio 2012) è un progetto sperimentale volto alla promozione della sostenibilità delle attività commerciali e a breve delle associazioni culturali sul territorio delle città italiane. Il progetto si sviluppa intorno al sito internet www.sostenibile.com ed alle applicazioni mobile per Iphone e Android. Sostenibile.com intende coinvolgere i cittadini nella veste di residenti, commercianti o fruitori di servizi all’interno di un territorio in cambio di agevolazioni e sconti nelle attività commerciali che vi aderiscono. L’idea è creare una comunità di attori sensibili al tema della sostenibilità che agiscono in modo responsabile e consapevole, innescando un circolo virtuoso e diffondendo l’idea che agire in modo sostenibile significa avere un impatto positivo sul proprio quartiere e di conseguenza sull’intero territorio.

Ripubblichiamo qui volentieri l’articolo di Gaia Matteucci apparso nel Blog SOSTENIBILE.COM

Il progetto Tatawelo: un caffé al sapore di dignità

Domandarsi cosa si nasconde dietro a gesti automatici e scontati come quello del caffè che beviamo tutti i giorni, più volte al giorno, non è poi così immediato. Il caffè, bene coloniale per eccellenza e tra i prodotti più scambiati in borsa, è il simbolo di un’economia basata su meccanismi di sfruttamento e di speculazione finanziaria, nonché il maggior prodotto di esportazione e fonte di reddito per centinaia di famiglie di piccoli produttori.

E’ un esempio emblematico per comprendere cosa si può nascondere dietro alle nostre scelte di acquisto: un duro lavoro per chi lavora nelle piantagioni ma un buon profitto solo per chi, alla fine del processo di produzione, vende il caffè a noi consumatori.

Provate ad immaginare una zona impervia a più di mille metri di altitudine percorribile solo a piedi. Qui si trova la piantagione di caffè della famiglia di Anselmo. Alle sette del mattino, dopo una colazione a base di fagioli e tortillas, Anselmo con la moglie, i figli, i fratelli e la suocera, si mette in cammino verso le piantagioni. Rimangono fino alle cinque del pomeriggio a raccogliere, uno ad uno, solo i frutti di caffè al giusto punto di maturazione. Prima del tramonto, con i sacchi in spalla da 70 kg l’uno, portano a casa i chicchi raccolti con tanta cura durante la giornata. E il giorno dopo, all’alba, si ricomincia. Le attività della raccolta e della lavorazione del caffè (lavaggio, spolpatura, essiccazione, ammasso) rappresentano la quotidianità per intere famiglie da novembre fino a maggio.

Immaginate anche che intorno ad Anselmo e la sua famiglia, così come intorno agli altri piccoli produttori, ruotano i cosiddetti coyotes (gli sciacalli, ovvero gli intermediari delle grandi imprese) che esercitano attività creditizie con tassi di usura fino al 40% e che si assicurano così l’approvvigionamento di caffè, passando casa per casa con i loro camion e bilance truccate, pagando un prezzo che non tiene affatto conto del lungo e meticoloso lavoro che vi è alle spalle.

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A sostegno delle nuove piantagioni di El Bosque, dopo la devastazione da parte della “Roya del café”.

locandina

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Pubblichiamo volentieri la campagna che Mondo Solidale e Shadhilly stanno rilanciando nel proprio territorio attraverso varie iniziative. Chi nel mese di giugno ha avuto l’opportunità di conoscere Amilcar (il Presidente della Cooperativa Nueva Esperanza) sa bene di cosa parliamo, per gli altri, affezionati al caffè El Bosque o vicini alle vicende dei produttori, qui di seguito, e nella locandina allegata, la sintesi della proposta.

“Hemileia vastatrix” è il nome scientifico del fungo che causa la malattia delle piante di caffè nota, in centro e sud america, come “Roya del Café”. La Roya (ruggine) è tra le malattie più temute dai cafetaleros, difficile da individuare in tempo per tentare qualche rimedio, devastante nelle sue conseguenze. Il fungo si insinua nelle trame delle foglie, inizia a macchiarle fino a farle cadere.

Quando una pianta di caffè è senza foglie muore, allora non si può far altro che sradicare la pianta, bruciarla e sostituirla con una piantina nuova che, però, inizierà a produrre non prima di 4-5 anni. Alla fine del 2012 la Roya ha fatto la sua comparsa in Guatemala, in particolare nell’area sud-orientale. “Fortunatamente” a quel punto dell’anno gran parte della raccolta era terminata e per il 2012 i danni sono stati modesti. Purtroppo invece, per il 2013, la previsione parla di un calo di produzione intorno al 40%. Un disastro in particolare per quei piccoli produttori che vedono la loro unica fonte di reddito quasi dimezzarsi.
vivaio nuove piante caffè
I nostri amici di El Bosque sono tra quelli che pagheranno un prezzo molto alto al passaggio della Roya, solo per la Cooperativa Nueva Esperanza 23000 piante da sostituire e 29000 da potare radicalmente, ma lo faranno con il coraggio e la dignità che oramai ci sono noti.

Da parte nostra abbiamo già deciso di “costruire” il prezzo del pacchetto 2013-14 (listino valido da 15 settembre 2013 al 15 settembre 2014), mantenendo lo stesso prezzo al pubblico ma con una quota di 15 centesimi di euro a pacchetto, destinata a sostenere i soci della Cooperativa Nueva Esperanza.

Sostituire una pianta, e curarla per tre anni, costa in totale 3 euro, se vuoi puoi simbolicamente diventare proprietario di un “pezzetto di piantagione”, finanziando l’acquisto e la posa di nuove piante.

 

Anche una pianta è importante, i riferimenti per eventuali versamenti sono:

Conto corrente bancario intestato a Cooperativa Sociale Mondo Solidale BCC di Filottrano – iban IT17F0854937360000010137386

Conto corrente postale intestato a Cooperativa Sociale Mondo Solidale – n°13684626

Causale del versamento: SOSTEGNO NUOVE PIANTAGIONI EL BOSQUE

La nuova bodega della cooperativa Ssit Lequil Lum, un progetto che sta diventando realtà!

I nostri soci Dulce e Walter hanno visitato la cooperativa dei produttori lo scorso Agosto e hanno prodotto questo video.

progetto bodega tatawelo agosto 2013 from walter vassallo y dulce chan on Vimeo.

Durante la riunione con il nuovo direttivo della cooperativa SSIT LEQUIL LUM è emerso che la raccolta del caffè dai vari appezzamenti dei quasi 500 soci, sparsi su un territorio montagnoso, impervio quanto vasto, come le successive fasi di lavorazione/essiccazione e lo stoccaggio dopo la selezione, è un processo laborioso che implica numerose difficoltà nell’organizzazione logistica della gestione del caffè, lasciando notti insonni e piene d’ansia per tutti i cafetaleros coinvolti (compresi eventuali parenti ed amici), per la preoccupazione di preservare integro il caffè e dei sempre possibili furti.

Abbiamo visitato la “Bodega”, che sarà il nuovo centro di immagazzinamento e di lavorazione del caffè per il mercato locale e i cui lavori di ristrutturazione e ampliamento stiamo sostenendo come Associazione Tatawelo. E’ stato ristrutturato il tetto che presentava alcune infiltrazioni e terminata l’installazione elettrica con la posa di un cavo di corrente di 3 km, prese e lampade a basso consumo di grande luminosità. La “Bodega”, strategicamente ubicata nel centro della zona produttrice di caffè, renderebbe molto più agevole tutto il processo, garantendo un maggior beneficio ai nostri produttori.

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Cooperativa Ssit Lequil Lum: autocertificazione del caffè e norme di produzione agroecologica.

copertina regolamento

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L’anno scorso abbiamo presentato l’autocertificazione del caffè prodotto dalla cooperativa Ssit Lequil Lum, rilasciata dalle autorità zapatiste (Giunta del Buon Governo) che hanno riconosciuto trattarsi di un caffè organico e di alta qualità.

I produttori chiapanechi non riconoscono l’efficacia dei sistemi di certificazione internazionale, che trovano eccessivamente cari e poco seri. Hanno scelto quindi, nell’ambito del loro percorso di autonomia, di dotarsi di un proprio Regolamento, che tutti i soci devono rispettare.


Una commissione di soci della cooperativa (cosiddetti tecnici locali e municipali), che ricevono una formazione costante dalla Ong messicana Desmi, si fanno carico della formazione degli altri soci e della verifica del loro lavoro.

Dalla collaborazione tra la cooperativa Ssit Lequil Lum e il Desmi è stato prodotto il “Regolamento interno e le Norme per la coltivazione agroecologica del caffè”, che potete trovare nelle versione originale e in italiano al LINK

Clicca sull'immagine per scaricare il file pdf in Italiano.

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Nell’incontro con il Direttivo della cooperativa e i produttori della comunità di Jolja Tienotepa ci è stata consegnata la versione cartacea di questo regolamento, che durante la visita ai cafetales abbiamo visto applicare con estrema devozione.

Dalla controcopertina vi citiamo alcuni passi significativi, per comprendere l’importanza che i produttori riservano a queste norme:

“il regolamento è stato realizzato con il contributo di tutti e tutte sarà una guida, una strada; per avere cura e realizzare i diversi lavori nelle nostre coltivazioni di caffè”

“è la forma di conservare le risorse naturali che abbiamo: la terra, i semi, l’acqua, gli alberi le diverse piante gli animali che ci hanno alimentato per molti anni”

“i compratori solidali si aspettano anche un caffè organico, un caffè di qualità, libero da pesticidi e fertilizzanti chimici e che aiuti a conservare la natura”

” sappiamo che la nostra cooperativa è una espressione dello sforzo di tutti e che le nostre autorità ci aiuteranno ad avere cura di questa strada!”

 

La geografia di Tatawelo

Dalle prolifiche e appassionate menti di Dulce e Walter, una mappa scalabile nella quale seguire il percorso del nostro caffè e conoscere tutti i luoghi del progetto, dalle zone di produzione alla sede della cooperativa dei produttori chiapanechi, dal porto messicano alla torrefazione piemontese, fino ai soci che ci supportano con il prefinanziamento.

mappa

Con LiberoMondo per fare il punto sull’evoluzione del progetto.

L’Associazione Tatawelo e LiberoMondo collaborano da anni per la linea di caffè Progetto Tatawelo.

Oggi a LiberoMondo parliamo con i soci lavoratori della cooperativa dell’evoluzione del progetto partendo dal resoconto dell’ultimo viaggio di verifica.

Un modo per valutare gli importanti risultanti conseguiti e ragionare dei possibili sviluppi.

È arrivato un container carico di…. CAFFE’ TATAWELO

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