Le elezioni messicane viste dal Guatemala

Riceviamo da Valentina Chirici e pubblichiamo:

Messico inizia il conto alla rovescia”

di Hugo Sanchinelli

Da “Prensa Libra” domenica 24 giugno 2012

foto del giornale Prensa LibraA otto giorni dalle votazioni per eleggere il successore dell’attuale Presidente Felipe Calderon, i sondaggi danno come favorito il candidato del Partito Revolucionario Institucional (PRI) Enrique Peña Nieto. Dopo il primo dibattito televisivo del 6 di maggio, numerosi annunci radiofonici e televisivi dei suoi rivali riportano “Peña no cumple” in relazione al suo lavoro di governatore dello Stato di Messico. Assicurano anche che “votare per PRI è tornare all’autoritarismo”…

I sondaggi settimanali dell’agenzia Mitosfky danno Peña Niento vincitore con 44,4%, Manuel Lopez Obrador del partito de la Revolucion Democratica (PRD) secondo con 28,7% , Josefina Vazquez Mota del Partito Accion nacional (PAN) al 24,6%, mentre Gabriel Quadri del partito Nueva Alianza (Panal) solo al 3,1%.

…il movimento # yosoy 132 si è formato dopo la vista di Peña Nieto all’Università Iberoamericana l’11 maggio, nella quale molti studenti lo hanno contestato. Di contro le personalità del PRI hanno tacciato come agitatori gli studenti che, per difendersi, hanno girato un video visibile in internet dove appaiono 131 studenti. Molti studenti di altri centri educativi si sono aggiunti al movimento #yosoy 132 che si dichiara apartitico, pacifista e senza leader. Il movimento chiede principalmente l’imparzialità e la par condicio dei media per quanto riguarda l’accesso e la copertura della campagna elettorale, ma si dichiara apertamente contro il candidato del PRI.

Gli esperti di geopolitica latinoamericana, si domandano e si preoccupano, quale sarà il futuro del Messico, considerando che, da una parte, i cartelli della droga non sono mai stati tanto forti e che dall’altra parte la politica militarista di Calderon genera una violenza senza precedenti, di cui lo Stato sembra aver perso il controllo. Per molti sta nascendo una vera narco-dittatura…

Il presidente Felipe Calderon dice (agenzia EFE) che ancora non si può affermare chi sia il suo successore anche se tutti i sondaggi danno per vincitore Peña Nieto….ed in relazione alle azioni del suo successore auspica che “molte delle cose buone che ha attuato durante il suo mandato, continuino”. Dice di non temere possibile azioni legali contro di lui in relazione alla strategia contro il crimine organizzato iniziata nel dicembre 2006 che ha provocato 50 mila morti…

Il leader storico del PRD Cuauhtemoc Cardenas, afferma che urge cambiare l’attuale modello neoliberale del Paese, migliorare la condizione sociale, economica, diminuire la violenza e l’incertezza politica….Cardenas ha proposto un nuovo schema di cooperazione con gli Usa e l’Europa e la possibilità di libera circolazione delle persone nel mondo….

In Messico non vogliamo un Lopez Chavez” ha detto a la AFP l’ex presidente Vincente Fox, alludendo al venezuelano Hugo Chavez…” Il Messico non si può convertire in Venezuela, questo determinerebbe disordine e perdita di futuro per i giovani…”

Questo è l’articolo di uno dei quotidiani più letti dai guatemaltechi nell’edizione della domenica, quella con più copie vendute, in relazione alle notizie delle agenzie EFE, AP e AFP.

È altresì da far presente che la politica messicana influenza molto quella guatemalteca, soprattutto nelle azioni contro il narcotraffico e quindi della sicurezza, nonché sull’immigrazione. Da sottolineare che i movimenti migratori, i famigerati coyotes che comandano la tratta delle persone latinoamericane “i mojados” fino alla frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti passano obbligatoriamente dal Guatemala così come il traffico della droga.

Sono sempre maggiori le notizie che nel Peten e in Alta Verapaz sia aumentata la violenza e che appartenenti a cartelli dell’zeta vengono arrestati nell’area di Hueheutenago Guatemala grazie ad azioni congiunte con la polizia messicana.

La televisione guatemalteca via cavo e non è piena di programmi e canali messicani e quindi anche di pubblicità elettorale dove solo appare Peña Nieto.

Durante una missione per conoscere nuove realtà cooperative cafetalere nelle regioni di Zacapa e Chiquimula (al confine con Honduras) è emerso che il riciclo del denaro del narcotraffico viene usato dai coyotes per l’acquisto in contanti del caffè maturo. Le cooperative stanno combattendo questo fenomeno grazie al lavoro di sensibilizzazione con i soci e stanno ricoprendo quindi un ruolo sociale e politico importante anche se il lavoro da compiere è difficile poiché i prezzi che pagano i coyotes sono molto competitivi, in anticipo ed in contanti.

In questi anni in cui il prezzo di mercato del caffè è cresciuto a dismisura, tale da garantire una vita sostenibile per i produttori è sempre più importante incentivare e sviluppare nuovi progetti di commercio equo per lottare in modo pacifico e apolitico contro il riciclaggio del denaro del narcotraffico che tanta violenza ed incertezza genera in questa parte di mondo. Il governo guatemalteco con la nuova legge fiscale sta cercando di combattere questo nuovo fenomeno mettendo regole più dure, una tassa fissa sull’acquisto del caffè maturo ed obbligo di fattura, azione che aumenterà il prezzo finale del caffè, ma che cerca di regolarizzare gli acquisti, le speculazioni e la tracciabilità del denaro nel mercato del caffè.

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