La libertà secondo l@s zapatistas

La libertà secondo l@s zapatistas

Cena messicana, racconti da “La Escuelita zapatista” e commemorazione dei compas Luis Villoro Toranzo e “Galeano”

locandinaSabato 2 maggio alle ore 19,00, c/o l’Ass. Cult. Stranamore, Via Bignone 89, Pinerolo si terrà una cena messicana: i fondi raccolti saranno devoluti all’acquisto della strumentazione medica necessaria alla Clinica di Santa Cruz. come richiesto all’Associazione Tatawelo, che da 10 anni opera in Chiapas importando e distribuendo il caffè  delle cooperative autonome zapatiste in Italia, dalla Junta del Buen Gobierno di Roberto Barrios.

A seguire, in un racconto intimo e privato, alcune alunne ed alunni condivideranno la propria esperienza con parole, foto inedite, video e tanta emozione.

Il Movimento zapatista è uno dei i più emblematici e influenti dell’immaginario rivoluzionario nel mondo. Dopo la caduta dei regimi socialisti, la mattina del primo gennaio del 1994 una forza guerrigliera sconosciuta, composta da indigeni maya, occupava le principali città dello stato messicano del Chiapas. Gli zapatisti si ribellavano contro il capitalismo neoliberale e il genocidio sociale e culturale dei popoli indigeni del Messico: “Ya basta!” fu il loro grido. Gli zapatisti si sollevarono quando il capitale globale celebrava la “fine della storia” e l’idea di una rivoluzione sembrava essere un anacronismo romantico che apparteneva al passato.

Dal 12 al 17 agosto 2013, dopo 19 anni dall’insurrezione e nel decennale dalla fondazione dei Caracoles, migliaia di persone, appartenenti ai cinque continenti, accettarono l’invito degli zapatisti e parteciparono alla prima edizione del corso di primo livello della “Escuelita Zapatista”, intitolato: “La Libertà Secondo l@s Zapatistas”.

Nelle comunità in resistenza, vero e proprio cuore pulsante dell’autonomia zapatista, migliaia di famiglie zapatiste accolsero, ospitarono, nutrirono e si presero cura di alunni ed alunne, donne, uomini, altr@, bambine e bambini.

Non si trattava di andare ad ascoltare i comandanti indigeni né il Subcomandante Marcos (oggi Sup Galeano), ma di “ri-apprendere ad apprendere”, di lavorare al fianco delle e degli zapatisti nelle loro case, nelle “terre recuperate”, di partecipare alle giornate di lavoro collettivo e di verificare i risultati ottenuti nei primi 20 anni di autonomia. La Escuelita ha utilizzato la pedagogia dell’accompagnamento: chi educava non era il singolo individuo ma la comunità intera, attraverso la condivisione della vita quotidiana, delle fatiche del lavoro, la felicità delle piccole cose, l’attenzione e l’umiltà. Durante la settimana, ogni alunn@ è stato accompagnato dal propri@ Votán, il tutore/cuore-guardiano del popolo e della terra, interlocutore e mediatore linguistico (nelle comunità zapatiste si parlano le antiche lingue maya) e da quattro libri di testo di lettura-consultazione-discussione (1. Resistenza Autonoma, 2. La partecipazione delle donne nel governo autonomo, 3. Governo Autonomo I e 4. Governo Autonomo II). Attraverso lo studio e la pratica delle forme di organizzazione, basate sui tre livelli di autonomia (quello locale o comunitario, dei municipi autonomi e delle Giunte di Buon Governo), è stato possibile comprendere il comandare-ubbidendo. L’autonomia si regge su sette principi fondamentali: 1. Servire e non servirsi. 2. Rappresentare e non sostituire. 3. Costruire e non distruggere. 4. Ubbidire e non comandare. 5. Proporre e non imporre. 6. Convincere e non vincere. 7. Scendere e non salire. Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle donne nell’autonomia e alla resistenza contro gli attacchi quotidiani del “mal governo”. Questo e molto altro è stata la Escuelita zapatista: un vissuto molto particolare per chi ne ha preso parte. Verso la fine della settimana le comunità hanno salutato gli allievi con musica e cibo, con balli e sorrisi: dopo aver imparato, non restava che ringraziare per la vita e per la speranza dei popoli zapatisti.

L’Escuelita ha permesso a persone di tutto il mondo di partecipare alla costruzione di un mondo che contiene molti mondi, di un mondo che non ha niente a che vedere con un futuro ideale che si evince dai libri, ma che sta realizzandosi qui e ora. L’esempio degli zapatisti è una potente arma per tornare ad accendere le capacità di immaginare un cambiamento radicale della società, così come un modello per le lotte in tutta Europa, in Italia e nei nostri territori.

La scelta del 2 maggio per un’iniziativa sulla Escuelita non è casuale: il 2 maggio 2014 José Luis Solís López “Galeano”, Maestro e Votán dell’Escuelita, fu assassinato in un’imboscata dei paramilitari della Central Independiente de Obreros Agrícolas y Campesinos Histórica (CIOAC-H), nel territorio della Junta del Buen Govierno della Realidad (Chiapas). Durante l’attacco i paramilitari distrussero la Clinica e la Scuola Autonoma. A marzo di quest’anno, anche grazie alla solidarietà internazionale, la Scuola e la Clinica sono state riconsegnate alla comunità de “La Realidad”.

Proprio il 2 maggio 2015 nel Caracol di OVENTIK gli zapatisti ricorderanno il Compa Galeano e il filosofo Luis Villoro Torazo (di rilievo il suo scambio epistolare con il sub Comandante Marcos su etica e politica).

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