Il commercio equo e solidale

I Paesi del Sud del Mondo continuano ad essere considerati, principalmente, fornitori di materie prime per il Nord. Instabilità dei prezzi delle materie prime, barriere commerciali e debito estero contribuiscono a bloccare le possibilità di miglioramento di quei popoli, ed in particolare di milioni e milioni di produttori e lavoratori che le condizioni economiche relegano nello sfruttamento e nell’emarginazione.

In Africa, Asia ed America Latina, i produttori si stanno organizzando, già da tempo, per cercare di sfuggire alle regole inique del sistema economico che ne causano la miseria e lo sfruttamento.

Allo stesso modo, nel Nord del Mondo, si è da tempo strutturata una rete di distribuzione e vendita di prodotti provenienti direttamente da organizzazioni di produttori del Sud, una rete di organismi, di associazioni, di cooperative e di soggetti di vario genere che ha deciso di dare un nuovo senso al commercio.

Il commercio equo è nato per battersi contro le ingiustizie e le iniquità del sistema economico mondiale, e vuole costituire un’alternativa concreta per tanti piccoli produttori del Sud del Mondo e per altrettanti consumatori del Nord.

Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale: il suo scopo è promuovere giustizia sociale ed economica e sviluppo sostenibile attraverso il commercio, la formazione, la cultura, l’azione politica.

Il Commercio Equo e Solidale vuole riequilibrare i rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l’accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati, garantendo ai produttori un giusto guadagno e condizioni di lavoro dignitose, eliminando le intermediazioni speculative e sostenendo, con il prefinanziamento, progetti di autosviluppo.

Il Commercio equo e Soldale tratta i produttori del Sud in modo paritario, riconoscendoli come soggetti di una relazione commerciale e soprattutto restituendo loro il valore di esseri umani. È un commercio umano perché antepone la giustizia alla redditività, i diritti agli indici di crescita, la relazione alla produttività.

Non è beneficenza, ne tantomeno carità, è giustizia commerciale e solidarietà concreta.

Il Commercio Equo e Solidale propone una nuova visione dell”economia e del mondo, attenta agli interessi di tutti.

E’ uno strumento a disposizione di ognuno di noi per difendere e promuovere i diritti economici e sociali, cambiando i perversi meccanismi di un modello economico che antepone il profitto ai diritti fondamentali degli esseri umani

I principi del Commercio equo e Solidale

Criteri di equità

Il commercio equo e solidale basa le sue relazioni commerciali su di una serie di criteri operativi condivisi a livello internazionale dalle varie organizzazioni che operano nel settore.

Prezzo

Ai produttori viene assicurato un compenso equo, ossia in grado di garantire loro un degno tenore di vita, tenendo conto del lavoro impiegato e delle condizioni di vita. I prezzi stabiliti per i prodotti comprendono anche un margine da investire nello sviluppo dell’attività produttiva e in progetti di solidarietà.

Sviluppo sostenibile

I rapporti commerciali che si instaurano mirano a sostenere e favorire gli sforzi di sviluppo autonomo ed autogestito, creando nuovi posti di lavoro effettivo e promuovendo un processo produttivo adeguato alle condizioni locali, che non crei dipendenza e che sia rispettoso dell’ambiente.

Rapporto diretto

Il commercio equo evita ogni genere di intermediario commerciale, privilegiando il rapporto diretto con le strutture organizzate dei produttori. In tal modo viene eliminata una causa di sfruttamento e si contribuisce a spostare un’ulteriore porzione di reddito dalla parte del produttore. La continuità del rapporto è un’altra importante modalità di sostegno.

Prefinanziamento

I piccoli produttori del Sud si scontrano spesso con il problema di reperire le risorse per acquistare materie prime ed attrezzature. Il prefinanziamento, ovvero l’anticipo ai produttori di una parte del pagamento finale, costituisce un modo per consentire loro di lavorare con maggiore tranquillità, di non contrarre debiti e di non intaccare le risorse destinate al sostentamento familiare.

Trasparenza

Garantire al consumatore la massima trasparenza su tutte le operazioni commerciali, dalla formazione del prezzo ai contratti di acquisto.

Carta dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Nel 1999 le organizzazioni di Commercio Equo Italiane hanno approvato la Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale, un documento di princìpi e regole comuni per gli enti che in Italia promuovono e diffondono il Commercio Equo.

Nel maggio 2003, si è formalmente costituita l’associazione AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale), l’associazione di categoria delle organizzazoni di Commercio Equo che si riconoscono nella Carta dei Criteri.

Carta dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Italiano

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