Il progetto

Queremos, finalmente desaparecer. Para eso, y no para otra cosa, fuè que aparecimos

Il progetto Tatawelo (“avo” in lingua tzeltal ) è nato nel 2003 dalla sinergia tra diverse organizzazioni dell’economia solidale italiana per sostenere le comunità indigene zapatiste del Chiapas, in Messico, attraverso la commercializzazione del caffè. Il caffè, bene coloniale per eccellenza e tra i prodotti più scambiati in borsa, è il simbolo di un’economia basata su meccanismi di sfruttamento e di speculazione finanziaria. Il caffè è il maggior prodotto di esportazione e fonte di reddito per centinaia di famiglie di piccoli produttori. La commercializzazione, inoltre, è uno dei pilastri fondamentali sul quale si regge la costruzione dell’autonomia zapatista: infatti è anche grazie al lavoro delle cooperative indigene e alla vendita dei prodotti nei circuiti del mercato solidale, che i governi autonomi del Chiapas sostengono le strutture educative, sanitarie e lo sviluppo complessivo delle loro comunità.

“Il riconoscimento dell’autonomia è la condizione necessaria per porre fine a secoli di sfruttamento, umiliazione e sofferenze a cui sono stati sottoposti i nativi. Esercitare l’autonomia significa applicare un modello di democrazia sostanziale, riconoscere la libertà che non prescinda dagli altri, ma negli altri e nelle loro differenze trovi la sua piena espressione, esercitare un nuovo modello di giustizia volta al benessere della comunità intera. In una parola: costruire un “otro mundo”, un mondo di pace.
Il diritto all’autonomia trova una sua definizione nel diritto internazionale, la cui formulazione più completa e recente è quella contenuta nella Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, firmata e ratificata dal Messico.
Questa idea dell’autonomia come esercizio del potere dal basso, del popolo attraverso il popolo, è stata fatta propria dal movimento zapatista, che ha avuto il merito di pensarla e costruirla partendo dalla loro tradizione, per difendere la loro storia e per riscattare la loro dignità di popolo.”

IV Encuentro Nacional de Economía Solidaria, ECOSOL, 27-29 Luglio 2005, Tuxtla Gutiérrez –Chiapas, Messico

Nel 1994 gli indigeni del Chiapas, organizzati nel movimento zapatista, mentre il loro Paese “entrava nel primo mondo” aderendo all’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti d’America e il Canada, si ribellarono a questa impostazione economica-finanziaria globale, ergendosi a simbolo di “un altro mondo possibile”, facendo del Chiapas il luogo in cui si sperimenta un nuovo modello di società. Per questo abbiamo scelto il caffè e il Chiapas per costruire spazi di economia solidale, finanza etica e sostegno reciproco tra Nord e Sud del mondo.

Ssit Lequil Lum, Desmi, AssTatawelo: una collaborazione condivisa

La Ssit Lequil Lum è sostenuta in loco dal Desmi (Desarrollo económico y social de los pueblos mexicanos indígenas), un’organizzazione civile messicana fondata nel 1969 anche da Don Samuel Ruíz,  ex vescovo di San Cristobal de Las Casas  vicino alla causa zapatista, la prima delle numerose associazioni nate in Chiapas per affiancare i processi organizzativi dei popoli indigeni e contadini, il cui ruolo principale è accompagnare l’auto-sviluppo attraverso corsi di formazione sull’agricoltura organica e il sostegno allo sviluppo di un mercato locale. L’Associazione Tatawelo dal 2007 lavora con Desmi in stretta sinergia per contribuire, insieme, alla crescita della cooperativa.

Vedi la Scheda di Presentazione del DESMI

Dalla nascita di Ssit Lequil Lum, quella di farsi accompagnare da Desmi nelle loro attività è stata una richiesta esplicita della La Giunta del Buon Governo alla Mesa Directiva della Cooperativa .

Alcuni dei produttori confluiti nella cooperativa lavoravano già da anni nella coltivazione del caffè e sui temi della produzione organica insieme a Desmi. I municipi di R. Jaramillo e Akabalná portavano avanti un lavoro sulla produzione già da prima del 2000, mentre il municipio di R. Jaramillo aveva costituito la Cooperativa Chapuyol.

Nel 2007 Desmi realizza un lavoro di formazione con i Promotori di agroecologia e appoggia la cooperativa per l’esportazione.

La “Quota Progetto”: contributo solidale netto del Café Tatawelo

Le attività finora realizzate in loco dall’Associazione Tatawelo (corsi di agroecologia; affitto, arredamento e attrezzature per l’ufficio della cooperativa), come quelle che si realizzeranno (il finanziamento del progetto “bodega”), sono possibili grazie alla Quota Progetto che l’Associazione Tatawelo e Libero Mondo mandano ogni anno in Chiapas. Questa Quota Progetto deriva dal “contributo solidale netto” (10 centesimi a pacchetto) ottenuto con la vendita del “Tatawelo Café Excelente” e della linea “Café Progetto Tatawelo” (v. a pag. 8), ovvero grazie al sostegno di tutti coloro che credono in questo progetto e che hanno deciso di sostenere le comunità zapatiste attraverso l’acquisto del caffè.

Un progetto costruito dal basso

Durante il viaggio per la missione 2012 l’Associazione Tatawelo, grazie al lavoro delle referenti inviate (Francesca e Valentina), ha ragionato con la cooperativa sul progetto, dato una serie di input, messo in luce alcune criticità e definito insieme i prossimi step. Rimane prioritario, prima di procedere, chiarire il cronogramma preciso delle attività e il budget dettagliato. Rimane inoltre da definire un punto cruciale, relativo alla rete elettrica e alla mancanza di generatori trifase nelle immediate vicinanze.

L’Associazione Tatawelo continuerà a seguire e ad aggiornare sulle evoluzioni di questo progetto, un processo lungo e complesso, perché non pensato da qualcun’altro e calato dall’alto, ma portato avanti “dal basso” e in modo partecipato, da chi ha scelto di essere protagonista del proprio sviluppo, e non semplice “beneficiario”.

 

mappa

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DA UN CAFFE’ A UNA RETE

Tatawelo è il nome del caffè prodotto dalla cooperativa Ssit Lequil Lum. L’Associazione Tatawelo importa direttamente questo caffè verde dalla cooperativa chiapaneca, con l’obiettivo di garantire la strutturazione di una filiera etica dal produttore fino al consumatore.

Grazie alla miscela con altri caffé del commercio equo il progetto Tatawelo é costituito come una rete, che tenta di unire i produttori in un lavoro comune per ridurre la dipendenza economica sviluppando una economia locale funzionale al miglioramento delle condizioni di vita, aggregando contemporaneamente in Italia soggetti diversi, impegnati nella promozione congiunta del progetto.

Con queste basi dal 2006 al 2009 è stata messa in atto per la produzione del Tatawelo Café Excelente una collaborazione con la Cooperativa Sociale Pausa Cafè, il cui progetto di torrefazione avviene presso il carcere di Torino, all’interno del percorso di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. Inoltre la collaborazione con le Cooperative Sociali di Libero Mondo e Mondo Solidale, organizzazioni del Commercio Equo e Solidale, ha permesso dal 2007 lo sviluppo di una linea comune di cialde, miscelando i caffè delle tre organizzazioni.

A partire dal 2010 l’Associazione Tatawelo ha ampliato il rapporto con Mondo Solidale, impostando una forma di coimportazione del caffè del Progetto El Bosque, un piccolo villaggio situato in un’ampia zona boschiva a 1500 metri di altitudine, nel municipio di Santa Cruz Naranjo, a sud-est di Città del Guatemala, dove opera la cooperativa La Nueva Esperanza con una quarantina di famiglie che vivono coltivando piccoli appezzamenti di terreno.

Sin dall’inizio dalla sua entrata in produzione il Tatawelo Café Excelente si è caratterizzato per la sua miscela di qualità, composta da una parte (maggioritaria) di caffé delle comunità zapatiste del Chiapas, miscelato con una parte proveniente da altre piccole cooperative del Centro America. L’inserimento nella miscela del Tatawelo Café Excelente del caffè El Bosque, uno dei più quotati per la sua provenienza d’altura, migliora ulteriormente il progetto Tatawelo, sia per la qualità che per la sua connotazione di micro iniziativa gestita dal basso. Con il Tatawelo Café Excelente vengono quindi sostenuti direttamente due cooperative di produttori e due progetti di commercio equo e solidale.

Con l’attuazione della “nuova” miscela per il Tatawelo Café Excelente la torrefazione per motivi tecnico-logistici è affidata al torrefattore Coffee Import di Diano d’Alba (CN), un laboratorio artigianale che lavora da anni le linee di caffé equosolidali di Libero Mondo e Mondo Solidale.

Nel campo della “torrefazione sociale” la scelta operata dall’Associazione Tatawelo va nella direzione di collaborare con diversi soggetti che si occupano di economia solidale e sociale. Difatti dal 2010 al 2011 ha portato avanti un rapporto logistico/distributivo per il Tatawelo Café Excelente con la Cooperativa Sociale Pawahtun, un’iniziativa nata nel 2009 per offrire un’opportunità di lavoro e di reinserimento nella società civile a persone che hanno imparato l’arte della torrefazione artigianale all’interno di un percorso di recupero nel carcere di Torino. Dopo la collaborazione con Pausa Café, che lavora all’interno del carcere per insegnare questo mestiere, l’Associazione Tatawelo ha collaborato in questi due anni con la Pawahtun per sostenere una realtà sociale che prevede il coinvolgimento in prima persona degli ex detenuti al di fuori dal carcere, contribuendo alla sua strutturazione, creandone l’immagine e impostandone tutti i tramiti per una gestione diretta in completa autonomia.

Nel 2010 si è ampliata anche la collaborazione con Libero Mondo, per la produzione di una linea completa di caffè da affiancare al Tatawelo Café Excelente (le referenze di monorigine, miscela arabica/robusta, espresso, decaffeinato e grani). Questa linea di caffè, denominata Café ProgettoTatawelo, è il logico sviluppo del rapporto in essere con Libero Mondo, coimportatore del caffè verde Tatawelo dal 2006 e distributore nel circuito delle Botteghe Del Mondo del Tatawelo Café Excelente, al fine di garantire il rapporto continuativo delle importazioni del caffè ai piccoli produttori delle comunità indigene zapatiste.

La rete di distribuzione del Tatawelo Café Excelente è composta da gruppi di acquisto solidale (G.A.S.), cooperative, botteghe del mondo, associazioni, collettivi, circoli, soci e sostenitori individuali di tutto il territorio nazionale. Questa rete sostiene il progetto attraverso il prefinanziamento, ovvero pagando il caffè in anticipo e permettendo così all’Associazione Tatawelo di versare ai produttori una somma consistente, variabile a secondo della disponibilità ottenuta, del valore complessivo del caffè acquistato. Questo consente alla cooperativa chiapaneca di disporre di risorse finanziarie per comprare gli strumenti necessari alla raccolta e alla lavorazione del caffè, trasportare il caffè fino al porto d’imbarco e far fronte alle spese di sussistenza quotidiana. Generalmente nei Paesi in via di sviluppo i piccoli produttori fanno capo ai cosiddetti coyotes (intermediari delle grandi imprese) che esercitano attività creditizie con tassi di usura fino al 40% e che si assicurano così l’approvvigionamento di caffè. L’indipendenza finanziaria, garantita dal prefinanziamento, è quindi essenziale per i produttori nell’affrancarsi da meccanismi che generano rapporti di vera e propria schiavitù.

 

CLICCA PER SCARICARE LA PRESENTAZIONE COMPLETA DEL PROGETTO TATAWELO IN FORMATO PDF

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