Newsletter n. 9, anno 7, Luglio 2012

Newsletter dell’Associazione Tatawelo

n. 9/2012

CONTENUTI

– Spedizioni Caffè Prefinanziato

– Messico ed elezioni presidenziali: una pentola a pressione

– Cooperativa Ssit Lequil Lum: il caffè aumenta…e il progetto avanza

– Progetto Bodega

– In Chiapas con il Centro per i diritti Umani Frayba

– Rete Tatawelo: Progetto El Bosque (Guatemala)

Negli ultimi mesi abbiamo visitato nuovamente i compagni della cooperativa Ssit Lequil Lum in Chiapas e abbiamo visitato anche i produttori della Cooperativa El Bosque del Guatemala, parte della rete Tatawelo.

In queste pagine condividiamo con voi osservazioni, impressioni, aggiornamenti sul cammino che stanno portando avanti i produttori, nonché su quanto succede nei loro Paesi, proprio nei giorni immediatamente successivi alle elezioni presidenziali messicane.

SPEDIZIONI CAFFE’ PREFINANZIATO

Fate i complimenti ai produttori per la qualità raggiunta, e per la selezione veramente excelente!“, parola di Luciano e dei soci di Coffee Import, che di caffè se ne intendono!Proprio in questi giorni i nostri tostatori sono alle prese con la tostatura e l’impacchettamento del caffè dell’ultimo raccolto, arrivato in Italia a inizio Giugno.Sono iniziate in questa settimana le prime spedizioni ai prefinanzianti.I gruppi di prefinanzianti che non hanno ancora dato indicazioni sulle preferenze di date per la ricezione del caffè, possono farlo contattando il nostro referente operativo Reno (reno.mrb@virgilio.it).

MESSICO ED ELEZIONI PRESIDENZIALI:

UNA PENTOLA A PRESSIONE

manifesto elettoraleIn Messico è tempo di elezioni presidenziali e, come avviene ogni sei anni in tale occasione, è anche il momento in cui le tensioni sociali si inaspriscono e il Paese sembra una pentola a pressione pronta a scoppiare da un momento all’altro.

I candidati alle elezioni presidenziali, svoltesi domenica scorsa, erano Enrique Peña Nieto, candidato del PRI (Partido Revolucionario Instutucional), il partito che ha dominato la scena politica messicana tra il 1929 e il 1989, Andrés Manuel López Obrador (noto come AMLO), del partito di “sinistra” PRD (Partido de la Revolución Democrática) e Josefina Vazquez Mota del PAN (Partido de Acción Nacional).

Non esiste una seria identità politica che contraddistingua i partiti e il processo elettorale si è risolto in una lotta per il potere e per la compravendita dei voti (“es la misma gata revoltada”, ci dicono dal Desmi).

Com’era prevedibile, dati il controllo dei mezzi di comunicazione e l’abitudine ai brogli elettorali da parte dei potenti, è risultato vincente il candidato del PRI, giovane avvocato, ex governatore dello stato del Messico. Il suo volto aitante, da protagonista di una telenovela messicana, ha invaso negli ultimi mesi le strade del Paese con un messaggio semplice e ripetitivo: “por un Mexico mejor me comprometto y cumplo” (per un Messico migliore, mi impegno e adempio).

Peña Nieto è accusato da organismi della società civile di aver sostenuto politiche autoritarie di repressione e violazione di diritti umani quando era governatore dello Stato del Messico. Emblematico il caso di Atenco, del maggio 2006: Peña Nieto ordinò la repressione violenta di una manifestazione pacifica in cui ha perso la vita un giovane studente della UNAM e sono state detenute e torturate oltre 200 persone.

In Chiapas il vuoto della politica è quanto mai evidente: militanti storici del PRI sono passati al PRD in periodo pre-elettorale; il PRD ha candidato al governo dello Stato del Chiapas la figlia di un latifondista, ex senatrice priista María Elena Orantes. La deputata proviene da una famiglia che ha frenato lo sviluppo economico delle aree rurali del Chiapas attraverso politiche di sfruttamento del lavoro ed emarginazione sociale. Nelle passate elezioni presidenziali aveva sostenuto il broglio elettorale che ha invalidato la vittoria del perredista Lopez Obrador. Che si è ripetuto oggi, esattamente come sei anni fa. 

Le risorse economiche pubbliche nell’ultimo anno sono state interamente dedicate alla campagna elettorale a scapito dei servizi di pubblica utilità, amministrativo, educativo e sanitario. Il Centro per i diritti umani “Frayba” ci raccontava di casi di persone che non hanno potuto registrare le nascite dei loro figli per mancanza di fogli di carta presso gli uffici della anagrafe!

SVENDITA DELLE RISORSE NATURALI

La strategia di crescita economica passa attraverso la “svendita” delle risorse naturali del paese.

Ad oggi il Messico ha dato 25mila concessioni a imprese straniere (prevalentemente canadesi) per lo sfruttamento minerario.

Il crimine organizzato controlla gran parte del paese, soprattutto gli Stati del Nord.

La strategia locale (nello Stato del Chiapas) è quella di attirare gli investimenti stranieri soprattutto nel settore turistico: tra i recenti megaprogetti, in maggioranza legati al Plan Mesoamerica, ci sono la realizzazione di un aeroporto internazionale a Palenque, un resort di lusso nei pressi della laguna Miramar, progetti per la riconversione produttiva (da colture tradizionali a coltivazioni intensive di palma africana), la realizzazione di “ciudades rurales” per la concentrazione di popolazione indigena e rurale.

Questi progetti implicano grande movimentazione terra e sfollamento forzato di popolazione indigena da terre ricche di risorse naturali o destinate ad altri usi.

Il Movimiento por la Paz con Justicia y Dignidad (www.movimientoporlapaz.mx) denuncia come alcuni progetti per la riduzione della povertà e per il raggiungimento degli obiettivi del millennio (finanziati dalla Banca Mondiale) risultino tutt’altro che efficaci e causino invece il peggioramento delle condizioni di vita che si propongono di risolvere. Questo è il caso del progetto “ciudades rurales”, promosso in Chiapas, basato sul binomio dispersione della popolazione = povertà e volto a concentrare le popolazioni indigene in aree semi-urbane costruite ex-novo. Questi nuovi agglomerati urbani allontanano le popolazioni indigene dalle loro terre determinando una disgregazione culturale e identitaria. Non è un caso che le popolazioni ricollocate in queste città rurali vengano sfollate proprio da terre ricche di risorse minerarie e naturali.

MILITARIZZAZIONE

In Chiapas si assiste a un peggioramento dello stato economico sociale e a una continua intensificazione dell’attività dei gruppi paramilitari, con strategie di diversa natura, tra queste:

  • Provocazioni rispetto alle terre recuperate dagli zapatisti
  • Fabbricazione di capi di imputazione contro le basi d’appoggio zapatiste con l’accusa di non adempiere agli obblighi assembleari/comunitari
  • Aumento di prigionieri politici
  • Con la nuova riforma legislativa, e utilizzando la figura del delitto federale, la protesta sociale è assimilata alla delinquenza organizzata e al narcotraffico.
  • Creazione di uno scenario di violenza che giustifichi la militarizzazione. Da inizio 2012 si sono verificati in Chiapas 20 feminicidios, dato che rappresenta una novità per questo Stato.
  • Aumento dei flussi migratori e della violenza ad essi collegata (di 12mila migranti che attraversano il Chiapas solo 4mila arrivano nello Stato di Tamaulipas).
  • Una novità nella strategia ”controinsurgente” in Chiapas è l’uso delle forze della marina militare (in particolare tra San Cristobal e Comitán) con il pretesto della lotta al narcotraffico.

COOPERATIVA SSIT LEQUIL LUM

IL CAFFE’ AUMENTA….E IL PROGETTO AVANZA

In un contesto nazionale tutt’altro che positivo, le comunità zapatiste e la cooperativa Ssit Lequil Lum proseguono nel rafforzamento della loro autonomia.

Dopo il calo di produzione del 2011, dovuto alle condizioni climatiche sfavorevoli, il raccolto di quest’anno dei soci della Ssit Lequil Lum è stato ottimo, superiore alle aspettative: il clima è stato migliore e le nuove piante, seminate 3 anni fa, hanno dato i primi frutti.

L’Associazione Tatawelo e Libero Mondo hanno accolto la richiesta della cooperativa di comprare ben due container (quasi 40 tonnellate rispetto alle 15 dello scorso anno). Contemporaneamente, e grazie a tutti voi, sta crescendo anche la domanda: con il prefinanziamento abbiamo raggiunto quest’anno quota 85mila euro, con 144 gruppi coinvolti. Segno che centinaia (o migliaia) di persone stanno dando un contributo importante alla costruzione di un’economia e di una società diversa attraverso il consumo di un buon caffè!

PROCESSO DI AUTOCERTIFICAZIONE

Da inizio 2012 i tecnici della cooperativa Ssit Lequil Lum hanno visitato una ad una le piantagioni di tutti i soci per dare indicazioni e raccogliere informazioni sul lavoro che ogni produttore svolge in relazione alla coltivazione del caffè (semina, potatura, tecniche di concimatura, utilizzo di alberi per ombra, ecc..), ma anche riguardo alla coltivazione degli altri alimenti destinati al consumo quotidiano.

E’ stata prestata particolare attenzione al miglioramento della qualità del caffè pergamino, dalla selezione del grano alla fase del beneficio umido, con l’obiettivo di ridurre la percentuale di “desmanche”.

Per garantire che il lavoro dei tecnici avvenisse in modo quanto più trasparente e corretto, questi “controllori” hanno visitato altri municipi rispetto a quelli d’appartenenza, viaggiando anche per diverse decine di chilometri (in trasporti locali o a piedi).

Il rimborso dei viatici dei tecnici, la cui attività viene definita dai soci “visita” e non “ispezione”, è stato assunto dai vari soci della cooperativa.

Ogni socio ha elaborato il proprio piano di lavoro annuale impegnandosi a portarlo avanti nel rispetto del regolamento interno.

E’ stata inoltre nominata una commissione per la sistematizzazione delle informazioni raccolte dai tecnici sul lavoro di tutti i soci. Una volta terminata questa attività, decideranno, in accordo con la Giunta di Buon Governo, come riportare all’esterno questo processo di autocertificazione (se pubblicando un documento di valutazione, o un certificato, o realizzando un marchio).

PROGETTO “BODEGA”

Oltre a portare avanti attività per il miglioramento della qualità, la cooperativa è impegnata in un progetto volto alla costruzione di una bodega.

Ad oggi, grazie alle vendite del caffè Tatawelo e alle iniziative di sostegno al progetto, abbiamo messo insieme 28mila euro. Altri collettivi solidali e importatori dall’Europa e dagli Stati Uniti, stanno tessendo le loro reti di solidarietà per sostenere questo progetto, che sta diventando lentamente realtà.

L’idea da cui nasce il progetto è quella di dotarsi di una struttura propria destinata a divenire ufficio, luogo di immagazzinamento e lavorazione del caffè per abbassare i costi di produzione e per una maggiore autonomia. Attualmente la cooperativa affitta un piccolo bilocale, utilizzato sia come ufficio sia per stoccare parte del caffè, ma lo spazio non è sufficiente e il luogo non è strategico rispetto alla collocazione delle piantagioni.

Il processo decisionale per la definizione del luogo e delle caratteristiche della bodega è stato molto lungo e complesso. Inizialmente la scelta era ricaduta sull’acquisto di un terreno in cui costruire un edificio ex-novo.

Dopo numerose assemblee tra i soci della cooperativa e tra direttivo della cooperativa e autorità della zona, si è scelto di utilizzare un edificio già esistente e costruirne uno nuovo adiacente.

il magazinoLo scorso Maggio abbiamo visitato questo luogo e assistito alle primissime fasi del progetto.

La bodega esistente è stata costruita dalla ONG italiana Mani Tese, nel 2000, nell’ambito di un progetto per la realizzazione di Cooperative di produzione e commercializzazione dei prodotti delle Comunità indigene zapatiste del Chiapas.

Si trova nella comunità di Joljá, municipio di Tila (zona Nord-Est del Chiapas) in una zona strategica perché vicina alle piantagioni di caffè.

La struttura (circa 30×18 m), di mattoni in cemento, tetto di lamiera, portone di grandi dimensioni, sviluppata in due navate, attualmente viene usata come luogo per riunioni, feste ed al suo interno vi è una piccolo punto di vendita di prodotti ad uso del gruppo di educazione comunitaria che utilizza quell’area.

Per molti periodi l’edificio non viene utilizzato, pertanto i municipi della zona hanno valutato positivo il fatto di dargli un nuovo uso, venendo incontro alle esigenze dei soci della cooperativa.

Il progetto di massima prevede che la nuova struttura sarà realizzata a un lato della bodega esistente e collegata a questa da una porta e da un corridoio comune. Ospiterà i macchinari per la selezione e per la lavorazione del caffè destinato alla vendita locale (tostatrice e mulino).

pulizia del terenoIl progetto prevede anche l’ampliamento e la sistemazione di un tratto di strada che collega la bodega alla strada principale e la realizzazione di una spianata per permettere le manovre dei trailer.

Attualmente i soci hanno iniziato i lavori di pulizia e spianamento del terreno.

ATTORI COINVOLTI NE PROGETTO:

Autonomia è la parola d’ordine per gli zapatisti. Per questo i progetti vengono gestiti in gran parte con le risorse umane interne e vicine (ong messicane).

Di seguito una presentazione degli attori coinvolti in questo progetto:

– Giunta di Buon Governo: autorità amministrative proprie degli zapatisti.

– Comitato di gestione interno della Cooperativa Ssit Lequil Lum: la cooperativa ha nominato tra i propri soci un comitato di gestione del progetto costituito da 6 persone (“patronato”, “vice-patronato” segretario, tesoriere e 2 portavoci) provenienti dai 5 municipi.

Questo comitato avrà il compito di coordinare i gruppi di lavoro che si alterneranno settimanalmente per la costruzione della bodega.

Questi gruppi di lavoro saranno composti da soci della cooperativa nominati per municipio in relazione alle loro competenze e alla mole di lavoro di ogni fase del progetto.

– Enlace civil: La cooperativa e le autorità zapatiste hanno affidato all’associazione messicana Enlace Civil il coordinamento del progetto, la relazione con tutti gli attori coinvolti e con i finanziatori stranieri.

Enlace Civil è un’associazione (riconosciuta come A.C. “asociación Civil”) nata nel 1996 su richiesta delle stesse comunità zapatiste come “ponte” tra le comunità zapatiste e la società civile nazionale e internazionale.

Da allora accompagna le comunità indigene nella formulazione di proposte progettuali che rispondono alle loro necessità e mantiene le relazioni con i collettivi di solidarietà e altri finanziatori.

Enlace Civil non offre progetti alle comunità, bensì raccoglie le domande e richieste per poter, a partir da esse, facilitare gli appoggi esterni e la cooperazione.

L’associazione, che ha subito diversi episodi di boicottaggio, è costituita da 5 persone, ognuna delle quali responsabile dei progetti di un caracol.

– Cideci (Universidad de la Tierra)

Il Cideci, nato nel 1989, promuove corsi di formazione professionale per gruppi indigeni (uomini e donne), accogliendogli presso la propria struttura nella periferia di San Cristobal. Le persone, formate in coltivazione, agropecuaria, falegnameria, lavorazione dei metalli….) tornano nelle loro comunità per condividere le competenze acquisite.

Un ingegnere e un elettricista del Cideci stanno collaborando alla progettazione tecnica della struttura e all’impianto elettrico.

UN PROGETTO COSTRUITO DAL BASSO

Durante il nostro viaggio abbiamo ragionato con la cooperativa sul progetto, dato una serie di imput, messo in luce alcune criticità e definito insieme prossimi step. Rimane prioritario, prima di procedere, chiarire il cronogramma preciso delle attività e il budget dettagliato. Rimane inoltre da definire un punto cruciale, relativo alla rete elettrica e alla mancanza di generatori trifase nelle immediate vicinanze.

Continueremo a seguire e ad aggiornarvi sulle evoluzioni di questo progetto, un processo lungo e complesso, perché non pensato da qualcun’altro e calato dall’alto, ma portato avanti, “dal basso” e in modo partecipato, da chi ha scelto di essere protagonista del proprio sviluppo, e non semplice “beneficiario”.

IN CHIAPAS CON LE BRIGADAS CIVILES DE OBSERVACIÓN

DEL CENTRO PER I DIRITTI UMANI FRAYBA

Durante il nostro ultimo viaggio in Chiapas abbiamo incontrato i responsabili del Centro per i Diritti Umani Frayba (Fray Bartolomé de Las Casas).Il Frayba organizza da anni le cosiddette Brigadas Civiles de Observación (BriCO) per l’osservazione dei diritti umani nelle comunità zapatiste. I campamenti durano 20 giorni, vi partecipano volontari da tutto il mondo, che partono in seguito ad un periodo di formazione svolto da associazioni internazionali di solidarietà con il Chiapas.Maggiori dettagli qui: http://www.frayba.org.mx/observadores.php.

L’Associazione Tatawelo è disponibile ad organizzare e tenere percorsi di formazione pre-partenza per chi fosse interessato a partecipare alle Brigadas Civiles.

RETE TATAWELO:

PROGETTO EL BOSQUE – GUATEMALA

Come sapete, nella miscela del Tatawelo Café Excelente, oltre al caffè messicano, è presente anche una percentuale (30%) di caffè proveniente dal El Bosque, Guatemala, importato in Italia dalla cooperativa marchigiana di commercio equo Mondo Solidale.

La collaborazione è nata sia dalla volontà di “fare rete” tra realtà dell’economia solidale, sia dalla ricerca della miscela excelente: il gusto deciso del caffè guatemalteco, raccolto ad alture maggiori rispetto al caffè messicano, si sposa perfettamente con le intense componenti aromatiche del caffè chiapaneco.

Nel 2011 l’associazione Tatawelo ha organizzato con Mondo Solidale una missione volta a instaurare una maggior conoscenza e vicinanza al progetto e agli integranti della cooperativa guatemalteca Nueva Esperanza del Bosque. Due volontari dell’Associazione Tatawelo, Valentina e Lorenzo, sono quindi partiti alla volta del Guatemala.

Dopo un primo viaggio nel 2011, lo scorso Aprile sono tornati a El Bosque, emozionati dal progetto e con ancora molte attività da svolgere (nuove e/o inconcluse dell’anno precedente).

Di seguito il loro resoconto sul progetto:

Il migliore caffè del mondo1” della cooperativa Nueva Esperanza del Bosque, quello del Guatemala anche quest’anno è partito a fine maggio “in oro” dal porto di Santo Tomas de Castillo, per arrivare in un mese a quello di Genova per essere tostato, macinato ed impacchettato da Mondo Solidale.

la bibliotecaQuest’anno abbiamo ritrovato i nostri amici, soci della cooperativa ed abitanti dell’aldea el Bosque sempre impegnati nel duro lavoro del caffè con alcune novità.

Abbiamo ripreso il ritmo della vita di queste parti con le sue particolarità e difficoltà come abbiamo tentato di raccontarvi nel diario pubblicato sul sito dell’associazione Tatawelo.

Il Consiglio Direttivo nonostante le difficoltà è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, solo la vice presidente si è dimessa pochi giorni fa dall’incarico, per motivi personali. Si è formato un nuovo comitato, quello di salute, per gestire il progetto della clinica CoopSalud, iniziato ad agosto del 2011, finanziato dalla cooperativa stessa, da Mondo Solidale e dell’associazione Ninos y Ninas de Maiz. Il progetto è nato dall’esigenza di un’assistenza sanitaria adeguata e pertanto si è sviluppato nella costruzione di un piccolo edificio dotato di acqua, luce, della strumentazione sanitaria di base, nonché di una infermiera. L’aldea usufruisce a pieno dei servizi offerti, anche se molto probabilmente sarà necessario acquistare medicinali esternamente perché il “ministerio de salud”, anch’esso coinvolto nel progetto, non eroga più le medicine a seguito del recente cambio di governo.

La cooperativa ha deciso di riorganizzarsi inserendo al proprio interno una nuova figura: il “gerente”. Questa scelta, oltre a migliorare la struttura stessa della cooperativa, è propedeutica al processo di certificazione organica (marchio CEE) del caffè El Bosque. La Cooperativa quest’anno ha stretto nuove amicizie con altre realtà della zona, partecipando all’iniziativa “Rutas de Cafè”, con un percorso di degustazioni di caffè e presentazione dei produttori della regione di Santa Rosa, e ha iniziato a collaborare con la vicina cooperativa cafetalera“2 de Julio” di Santa Cruz Naranjo.

Per quanto riguarda il mercato interno, la cooperativa continua la vendita del caffè, tostato e macinato in una piccola torrefazione locale a Casa Cervantes, prima ed unica bottega di commercio equo e solidale a Città del Guatemala. Inoltre questa collaborazione ha dato l’opportunità ai soci di partecipare alla costituzione del CEPP (centro de enlace de pequeños productores), con l’obiettivo di incentivare il commercio equo e le reti fra le piccole realtà produttrici del Guatemala.

La cooperativa da sempre attiva nello sviluppo educativo dell’aldea, ha quest’anno inaugurato una biblioteca per gli alunni della scuola media Nufed ed elementare Rural Mixta; dedicandola alla memoria di Modesto Campos, socio fondatore della cooperativa.

I soci che da sempre si dividono tra il lavoro cooperativo e quello del campo, in questi giorni sono impegnati nella pulitura del “cafetal”, fiduciosi che quest’anno il raccolto sia abbondante vista la generosa fioritura. Talvolta rivolgono lo sguardo al cielo, come per chiedere che la pioggia copiosa, che già ha determinato frane e smottamenti, non si trasformi in un nuovo uragano.

1 Slogan di Anacafè (associazione nazionale del caffè del Guatemala)

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